Farine integrali: solo quelle “vere” sono ricche di polifenoli, ma come fare a riconoscerle?

I cereali integrali e i prodotti da essi derivati sono ricchi di fibre e nutrienti preziosi per la nostra salute, tra cui i polifenoli, di cui sono ricche solo le “vere” farine integrali e che mancano nelle “false”.

I polifenoli abbondano negli organismi vegetali nei quali costituiscono una difesa naturale, ma svolgono la loro azione protettiva, anche negli animali, tra cui noi umani che non siamo in grado di sintetizzarli; ci difendono dallo stress ossidativo, contrastano l’infiammazione e riducono il rischio di proliferazione cellulare e tumori: via libera dunque ai cibi che li contengono, tra cui, oltre a diversi ortaggi di svariati colori, i prodotti integrali, ma solo quelli che lo sono davvero!

Come fare a riconoscerli? Leggete qua:

Scegliete farine e prodotti derivati integrali o semi-integrali, che sono quelle che contengono i preziosi nutrienti che si trovano nel germe del chicco e che si perdono con i processi industriali di raffinazione. Le farine 00 contengono prevalentemente amido (che è uno zucchero) e per questo motivo hanno un alto impatto glicemico e un effetto pro-infiammatorio. Le sigle 00, e via via 0, 1, 2 indicano un contenuto crescente di crusca e nutrienti. La 2 viene chiamata anche semi-integrale, mentre quella che contiene tutte le componenti del chicco è definita semplicemente integrale.

Purtroppo in base alla legislazione attuale anche una farina 00 con aggiunta di crusca può essere etichettata come integrale, e purtroppo la maggior parte dei prodotti presenti in commercio sono così, ovvero dei falsi integrali.

Imparare a leggere le etichette è fondamentale: se in etichetta c’è scritto integrale e tra parentesi “farina di frumento e crusca” si tratta di un falso. Il termine farina di grano è un altro modo (subdolo) per indicare la farina 00.

Se compriamo il pane, quello integrale dovrebbe essere di colore scuro uniforme, ma se è chiaro con dei puntini scuri, è stata sicuramente utilizzata una farina bianca (raffinata) con l’aggiunta di crusca, che aumenta  il contenuto di fibra dell’alimento, ma non restituisce tutte le preziose sostanze perse con la raffinazione.

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