Crampi muscolari: quanto conta l’idratazione.

I crampi muscolari associati all’esercizio (EAMC), colpiscono circa il 65% dei triatleti e sono molto comuni quando ci si sottopone ad allenamenti intensi o gare di lunga durata, soprattutto se in condizioni ambientali particolarmente calde o umide.

La disidratazione, che comporta una perdita di liquidi e sali minerali, e, di conseguenza, uno squilibrio elettrolitico, è spesso considerata la causa principale dei crampi da affaticamento muscolare, ma in realtà non è sempre così.

La maggior parte degli studi dimostra che quando ci si sottopone a un intenso esercizio fisico, a cui non ci si è ancora ben adattati, si verifica un aumento dell’attività dei motoneuroni, che determina una alterazione del controllo neuromuscolare; in altre parole lo stimolo nervoso è troppo intenso per muscoli ancora non abbastanza allenati: il risultato è una serie di contrazioni improvvise e involontarie, della durata variabile, che spesso costringono a rallentare o, nei casi peggiori, a fermarsi finche’ i muscoli non si sono completamente rilassati.

Questo è proprio ciò che è successo a Luigi, protagonista di The Finisher, durante il suo allenamento in piscina; la sua coach, Edith, gli ha spiegato che il carico di lavoro a cui i suoi muscoli non erano ancora abituati, ha provocato quei dolorosi crampi, che l’hanno costretto a fermarsi.

Gli atleti più esperti lo sanno bene: potrebbero essere soggetti a crampi muscolari soprattutto all’inizio della stagione agonistica, quando ancora i muscoli non sono ben adattati al carico di lavoro, ma sanno anche che prevenire la disidratazione, non sempre serve ad evitarli.

Luigi ha imparato che prevenire la disidratazione non serve a prevenire i crampi, ma prima di affrontare il Chia Laguna Half Triathlon, deve imparare comunque a idratarsi al meglio per ottimizzare la performance fisica e soprattutto per evitare problemi di salute.

Ecco qualche piccolo consiglio:

  • Inizia a idratarti prima dell’allenamento/gara e prosegui anche dopo per reintegrare i liquidi persi e favorire il recupero.
  • Durante lo sforzo fisico bevi piccoli sorsi ad intervalli regolari di circa 15 minuti per favorire l’ assorbimento di liquidi e sali ed evitare l’iponatremia (perdita di sodio provocata da eccessiva assunzione di liquidi).
  • Se l’allenamento/gara dura più di un’ora o se sudi eccessivamente, è necessario integrare non solo acqua ma anche sali.
  • Una bevanda con una composizione in elettroliti (sodio, potassio, cloro e magnesio) il più possibile simile a quella del sudore, rappresenta la scelta migliore.

Per fortuna, ancora una volta, gli integratori ci vengono in aiuto!

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