La vera storia del salame killer

E’ stato pubblicato ieri, 26 Ottobre 2015, sulla rivista The Lancet Oncology, (mica sul corriere dei piccoli), il rapporto dell’OMS http://www.thelancet.com/pdfs/journals/lanonc/PIIS1470-2045(15)00444-1.pdf  che in poche ore ha fatto il giro del mondo tra giornali e social network.

Ormai tutti sono d’accordo, e mentre Veronesi sorride contento come per dire ‘Io ve lo avevo detto’, pensiamo al modo migliore di liberarci delle provviste di salame e prosciutti che abbiamo in frigo e ci chiediamo cosa ne sarà’ dell’antipasto del pranzo di Natale.

Aspettate un attimo, respirate e leggete quel rapporto, scaricabile gratuitamente dal sito della nota rivista scientifica.

Non e’ successo nulla di strano, solo che un certo numero di scienziati si sono riuniti e hanno esaminato la letteratura scientifica e gli studi epidemiologici relativi al consumo di carni rosse e trasformate e l’incidenza del cancro del colon retto e hanno concluso che vi e’ una stretta correlazione tra le due cose e che il consumo di carni trasformate e’ fortemente collegato all’insorgenza di tale patologia a causa di alcune sostanze che si formano durante i processi di salatura affumicatura ecc.

Cosa c’e’ di nuovo? Niente!

Avete mai sentito parlare di dieta mediterranea e prevenzione delle malattie cronico degenerative e dei tumori? Di consumo di cereali integrali, legumi e ortaggi? Del fatto che e’ meglio limitare il consumo di carne rossa, salumi, ma anche formaggi e preferire il pesce?

La risposta e’ sempre li’, nella moderazione, nell’equilibrio e nella scelta di alimenti di qualità’: mangiare sano, limitare zuccheri raffinati e tenere sotto controllo il consumo di grassi animali (senza bisogno di eliminarli) tenersi attivi e togliersi di tanto in tanto qualche piccolo sfizio, anche una fetta di salame accompagnata da un bicchiere di vino…..

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